Wednesday, November 30, 2005

Parole come acqua

Piove da giorni. Piove sul bagnato. Fiumi di acqua per strada.
Il rumore della pioggia copre le parole; facile non sentirle o far finta di non averle sentite.
Facile anche far finta di aver detto altro. Facile addurre incomprensione.
Però. Le parole sono importanti. I fatti non dovrebbero arrivare come un temporale spinto dalla Tramontana. I fatti dovrebbero essere preceduti da una discussione. Altrimenti è prevaricazione.


Ci sono anche fiumi di parole.
Sono confidenze, quando va bene.
Nelle auto parcheggiate davanti a casa alla fine di una serata fra troppa gente. E le parole si attaccano ai vetri come colla. E i vetri sudano. Finché non si abbassa il finestrino.
E gli occhi si chiudono, piccoli come le ore.
Allora, le parole escono con l'aria che entra e torna il silenzio.
Quello che è stato detto ora si respira. E fa parte di noi.
E avremo sempre più cose da dirci.

Sono anche sproloqui i fiumi di parole. Non hanno orario. Non hanno luogo deputato.
Si attaccano ai timpani come colla. Anche quando non vorresti sentire.
E la fronte suda perché sale la pressione del sangue. L'aria non entra più, neppure dal naso.
Gli occhi non si chiudono. Si stringono.
Ed è come se fosse silenzio. Gelido come stasera la strada bagnata qua fuori.
E non farà mai parte di noi.
E avremo sempre meno cose da dirci.

E qua siamo sul mare dove sfociano fiumi di parole.
E nel mare sfociano tutti i fiumi.
I fiumi per secoli sono stati canali
privilegiati di comunicazione tra i popoli.
Di incontro e di scontro.
Comunque di confronto.

Questa è democrazia. Altrimenti, non lo è.

Piove sul bagnato.
E sul bagnato si scivola e quando si cade non si cade mai dove si vorrebbe.





6 Comments:

Anonymous Anonymous said...

fiumi di parole che si dirigono verso il mare, ma il mare è vivo, il mare è scambio, il mare è aperto e dopo una mareggiata ritorna pulito. Ma quando i fiumi di parole si dirigono e muoiono in laghi stagnanti, allora io resto lì ad osservare e di tanto in tanto butto nelle acque torbide un sasso nella speranza che qualcosa si muova e non resti impantanato nel fondo del lago stagnante...
Un bacione brigattì

3:35 AM  
Anonymous Anonymous said...

Appena ho finito di leggere le tue parole, istintivamente mi è venuto di sostituire "parole come acqua" con "parole come neve" pensando a ieri...quando qui da me scendevano fiocchi di neve, bellissimi fiocchi di neve.
Avrei voluto continuasse, perchè il silenzio che la neve porta con sè è qualcosa di bello e particolare...un qualcosa che le parole non comprendono.

Continua a scrivere ;-)

3:19 PM  
Anonymous Anonymous said...

certi fiumi di parole sono come il velluto blu: ti accarezzano con eleganza.

4:36 AM  
Anonymous Anonymous said...

Si scivola sul bagnato e si cade dove non si vorrebbe...
Talvolta si è fortunati e alzando lo sguardo c'è una mano pronta a risollevarci.
Talvolta si è ancora più fortunati e non c'è bisogno di parole.
Un abbraccio forte

12:22 PM  
Anonymous Anonymous said...

così non si fa.

non si inizia un blog così accattivante per poi lasciarlo crepare di stenti

non si illude le persone di aver trovato in rete una pausa viola di scrittura intensa per poi lasciarle orfane di un post che non si sa se verrà.

Non sapendo gli impedimenti, non posso far altro che rammaricarmi, contento comunque di aver trovato uno spazio accogliente

anche se breve

in questo blog.

A presto.

E buon anno.

8:33 AM  
Anonymous Anonymous said...

Un saluto veloce da una connessione lenta!

11:29 AM  

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