Saturday, November 18, 2006

Ombre e pioggia su Lily


Il sole abbandonò il cielo sopra l'asfalto. Di fretta, quando ancora non era il suo tempo. L'asfalto era ovunque, ora che le nubi, arrivate veloci con la spinta della burrasca, come in un mosaico componevano il cielo. Lily era dentro un'ombra che sembrava il crepuscolo, immobile e arresa alla consueta malattia, di cui aspettava il crescendo dei sintomi quasi con pazienza. E l'ombra sembrava quasi la notte, ogni minuto di più, mangiando le cose con foga e vomitando buio sul prato dove Lily era rannicchiata. L'ombra era una benda da cui Lily poteva soltanto sbirciare. E Lily vide arrivare un pipistrello, che nei suoi giri scendeva sempre più vicino a lei. Quando la notte prepotente iniziò a sciogliersi, colando fredda dall'alto, pochi ragni restarono a carezzare la piccola creatura pallida. Lily aveva il volto rigato, ma non erano lacrime, era la pioggia. E il pipistrello resisteva grondante perché aveva una storia per Lily. Per questo il volto di Lily non era rigato di lacrime, ma soltanto di pioggia.

C'era un deserto e nel deserto c'erano sabbia e sassi e sotto e in mezzo c'era una piccola ombra. Una piccola ombra che non si sapeva da dove arrivasse e di cui non si riusciva a capire la forma reale da cui si proiettava. Perché forse una forma reale non aveva. Era soltanto una piccola ombra, tra la sabbia e i sassi di un deserto. Il deserto occupava un intero pianeta molto vicino al sole e altrove l'ombra sarebbe stata ben più lunga. Nel deserto i sassi erano meteore pigre che avevano scelto la strada più breve, bruciando in fretta ogni sogno di evasione. La sabbia non si sarebbe mai dovuta chiamare così. Aveva questo nome soltanto perché come la sabbia fine delle conchiglie sarebbe passata veloce tra le dita se qualcuno l'avesse raccolta in un pugno. La sabbia era soltanto una sostanza in cui nascondersi rapidamente e con facilità. E la piccola ombra giocava a far perdere ogni traccia di sé, tra sogni falliti e facili nascondigli, appena sotto la superficie visibile del deserto. La piccola ombra somigliava molto a una menzogna. Una menzogna inconfessata di cui a qualcuno resta il sospetto. Soltanto una piccola ombra nel vasto deserto. Mentre i sogni d'evasione cadono uno a uno, pietrificandosi come souvenir. E se qualcuno di questi sembrerà una rosa, sarà soltanto una rosa di pietra che il deserto ha lavorato schiaffeggiandola della sua poca sabbiosa sostanza. E se altrove sul pianeta, o più lontano, nasceranno nuove piccole, o grandi, ombre che giocheranno a nascondersi, comunque resteranno tali finché non si incontreranno e impareranno parlarsi. Soltanto se si parleranno potranno svanire nel sole. O crescere a dismisura alimentandosi le une delle altre. Fino ad ingoiare tutto quello che gli sta intorno, vomitando buio sul deserto desolato che ha poca realtà, sul deserto abitato dall'inconsistenza di chi sfugge come sabbia anche se si serrano i pugni. Perché non c'è niente da trattenere in un gioco di ombre che non possono chiamarsi per nome. Perché nome non hanno. E il deserto è grande. E quella piccola ombra girava fra i sassi e sotto la sabbia credendo di essere da sola su quel pianeta fatto di deserto, quando incontrò uno scarafaggio piccolo quanto lei che la trovava ogni volta che si nascondeva. Lo scarafaggio eppure non era particolarmente astuto, sapeva però orientarsi nella sabbia e fra i sassi perché erano il terreno su cui da sempre aveva camminato. Lo scarafaggio aveva sempre tenuto la sua ombra sotto la pancia e non ne aveva mai viste altre. Seguiva la piccola ombra soltanto per curiosità. Perché voleva provare soltanto a toccarla con le zampette, pensando di poterla trasportare nella sua tana per non farla più uscire. Soltanto per proteggerla dal sole che sembrava infastidirla. Non sapeva lo scarafaggio che se ci fosse riuscito la piccola ombra avrebbe fatto della sua tana la sua casa, che gli avrebbe divorato ogni cimelio prezioso finora lì custodito. E quando la piccola ombra riuscì a sfuggirgli abbracciandolo sotto la pancia, lo scarafaggio pianse e si pentì di averla rincorsa. Tornò più pesante sui suoi passi, credendo di essere stanco e malinconico per il gioco a lungo protratto che era finito. Invece c'era un'ombra che gli aveva scaricato il suo peso e ora era tornata a correre nel deserto appena fuori dalla sua tana, come se avesse riconquistato il suo spazio. Una nuova piccola ombra che somigliava molto a una nuova menzogna. Nello stesso deserto.

Lily era rannicchiata e immobile sul prato, sotto la pioggia. Come la statua in marmo bianco di un angelo, che sulle spalle ha due ali inutili. Mentre il pipistrello mosse le sue per allontanarsi e trovare rifugio in qualche luogo distante. La pioggia scendeva fitta e silenziosa. E presto si sarebbe confusa alle lacrime, alla scia liquida delle due stelle nascoste sotto le palpebre di Lily. Lacrime che sembravano code di piccole comete. Comunque lacrime e non più
soltanto pioggia.

I ragni sono stanchi. I pipistrelli sono al riparo.

Lily aspetta le vostre storie. Adesso tocca a voi...

4 Comments:

Anonymous Anonymous said...

E il mistral soffiò sull'alibro, le pagine si sogliarono con la velocità delle onde del mare impetuoso. Lily si sentì sollevare ma il suo volo non prese alcuna direzione, restò sospesa nell'aria.Si sentì come un viandante derubato della sua bussola.Capì che ritrovare il suo nord sarebbe stata dura impresa. Cosa le stava succedendo, era completamente disorientata. Accanto a lei passò una farfalla che si accorse del suo smarrimento. Lily aveva già il viso rigato dalle lacrime e la farfalla non potè che imitarla, e fu nelle lacrime della farfalla che Lily vide riflesso l'alibro... si era fermato su una pagina bianca.

10:27 AM  
Anonymous Anonymous said...

Ciao amiga, un bacione, a presto

10:28 AM  
Blogger lonewolf said...

un abbraccio grande bri :-)

12:52 PM  
Blogger Brigatta said...

Grazie della storia, dei baci e degli abbracci. Siete proprio dei grandi amighi tutti e due...
Oggi vado in giro a sistemare qualcosa per Villa Brigatta, ma stasera posto una storia per Lily...

:) Besos! Bri'

4:01 AM  

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